Inter, in trasferta sei un disastro | Ottava sconfitta

In trasferta i nerazzurri perdono colpi

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Inzaghi
Simone Inzaghi, Samir Handanovic e Lautaro Martinez ( ph: Fornelli/Keypress )

Inter, mal di trasferta

Un’altra giornata da dimenticare per Inzaghi e i suoi, ma ovviamente anche per noi. La Curva Nord si presenta al Picco sfoggiando un bello striscione di auguri di buon compleanno all’Inter che, proprio alla vigilia di questa partita, ha compiuto 115 anni. La sfida comincia dopo un minuto di silenzio che tutto lo stadio ha dedicato alle vittime della tragedia di Cutro. Lo Spezia sceglie il 3-5-2: Dragowski; Ampadu, Caldara, Nikolau; Amian, Zurkowski, Bourabia, Agudelo, Gyasi, Shomurodov, Nzola. L’Inter, anch’essa con il 3- 5- 2, schiera: Handanovic; D’Ambrosio, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Mkhitaryan, Gosens; Lukaku, Lautaro. L’Inter dà immediatamente i primi segnali e quasi subito Lautaro va vicino al gol: debole, però, la sua conclusione. Ci riprova pochi minuti dopo e questa volta con più decisione, ma nulla di fatto. Al 9º minuto Caldara, in area di rigore, entra brutalmente a gamba tesa sulla caviglia di D’Ambrosio. Dopo un check al var, l’arbitro dice che è rigore. Lautaro, dal dischetto, calcia verso l’angolino destro in basso: forse prevedibile, dal movimento di Lautaro, la direzione che avrebbe preso la palla, ma Dragowski effettua una grandissima parata. Al 20° altra bellissima occasione per l’Inter: Lautaro, servito bene da D’Ambrosio, prova il tiro e sulla respinta del portiere si fionda Lukaku sul pallone, ma scivola nella presa Big Rom e la palla termina in out. E’ carica l’Inter. Pericolosissimo anche Mkhitaryan che, con un bel tiro di potenza, manda la palla di pochissimo sopra la porta. Minuto 33 per la reazione dello Spezia che, con Agudelo, va vicinissimo al vantaggio calciando dalla destra, completamente libero. Poco dopo, altro squillo dello Spezia con Handanovic, però, bravo a respingere. Al 42° occasionissima Inter: contropiede dei nerazzurri con Lautaro che, tutto solo, si spinge verso la porta. A destra c’è Lukaku, ma forse il Toro preferisce non perdere l’attimo e tenta il tiro che, sfortunatamente, non entra. È assedio totale dell’Inter, ma nonostante ciò, dopo 2 minuti di recupero, il primo tempo termina a reti inviolate.

IL SECONDO TEMPO

Inter che torna in campo con gli stessi 11 del primo tempo, mentre Semplici decide di sostituirne due: dentro Maldini ed Ekdal e fuori Shomurodov e Zurkowski. Dopo 40 secondi una bella azione dei nerazzurri con Darmian che, in qualche modo, serve un cross alto nel mezzo, salta Lautaro e di testa va in rete, ma l’arbitro annulla tutto per fuorigioco di Lukaku. Sarebbe stato un gran gol. Nerazzurri che, solo nel primo tempo, totalizzano 15 tiri in porta. Al 50°, sugli sviluppi di un corner, Bastoni sbaglia a due passi dalla porta. Al 54° succede quello che non vuoi: su una palla lunga, Nzola vince il duello con Acerbi, butta la palla nel mezzo quando vede Daniel Maldini avvicinarsi che, con freddezza, calcia in rete e c’è il gol. Proprio di Maldini. Dopo che l’Inter, fino a qui, conta ben 17 tiri totali, di cui 5 in porta. Troppe le occasioni da gol create e neanche una finalizzata e poi, come sempre, basta un tiro degli avversari e quel tiro diventa un gol. È magia nera, non c’è altra spiegazione. Al 65° primi cambi in casa Inter: fuori Barella, Gosens, D’Ambrosio e Mkhitaryan, dentro Calhanoglu, Dimarco, Dumfries e Dzeko. Al 70° il turco ci prova dalla distanza, ma per pochi centimetri non arriva il gol del pareggio. Bisogna darsi una svegliata. Non si può fare la partita e ritrovarsi nei 20 minuti finali a dover giocare per portare a casa almeno un pareggio. È lo Spezia, mica il Real. Minuto 80, Inter super offensiva: esce Darmian per Valentin Carboni e ora, in attacco, sono in quattro. Inzaghi vuole recuperare ad ogni costo, ma forse dovrebbe capire che questo genere di partite non va assolutamente sottovalutato, dal 1º minuto. All’82º altro rigore per l’Inter per un fallo ai danni di Dumfries. Lukaku, dagli 11 metri, di sinistro tira un calcione alla palla che si immette alla destra del portiere. Finalmente 1-1. All’85, invece, il rigore viene dato allo Spezia per fallo proprio di Dumfries. Giusto per non farci mancare niente. Rigore concesso forse un po’ dubbio. Nzola calcia perfettamente e lo Spezia torna di nuovo in vantaggio. Incredibile. Handanovic non ha colpe, ha fatto quello che doveva fare, intercettando correttamente la direzione della palla. Inter che fa la partita, ma è anche sfortunata all’89’: il tiro di Dzeko viene respinto proprio sulla linea. È tutto assurdo, cosa sta succedendo? 6 i minuti di recupero assegnati, e ancora speriamo in almeno un pareggio. Acerbi, praticamente, fa il quinto attaccante. Lautaro sbaglia davvero tantissimo in questa partita e noi regaliamo i 3 punti anche questa volta a una squadra che proprio non li meritava. Eppure, dopo ben sei mesi, lo Spezia riesce a vincere una partita e indovinate? Ovviamente contro l’Inter. Siamo bravi a farci del male da soli e abbiamo anche il magico potere di resuscitare i morti. È sempre così, in campo comandi tu, fai possesso palla, fai gioco, metti in crisi l’avversario per il 90% della partita, giochi a calcio, fai mille tiri in porta, e poi? E poi gli altri fanno un tiro, magari l’unico della partita, ma quello è decisivo e alla fine ti ritrovi ancora una volta a fare beneficienza e regalare punti a chi quei punti non li meritava. Lo Spezia, così, torna a vincere dopo la bellezza di sei mesi. Forse non ci rendiamo conto. Sottovalutare una partita solo perché l’avversaria in questione è lo Spezia, o il Bologna, oppure il Monza o, per citarne un’altra a caso, l’Empoli, spiega perché il Napoli disti così tanti punti dall’Inter e, soprattutto, perché l’Inter meriti di non vincere lo scudetto. Il migliore in campo? La mia delusione. Quella ha vinto su tutti. Sveglia! In settimana c’è una partita di Champions League e il prossimo weekend ad attendere i nerazzurri c’è la Juventus. Forse è il caso, quantomeno, di provare a proteggere il secondo posto.Con tanta rabbia, buon weekend a tutti.

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Giulia Falcone, giornalista sportiva, editorialista ed inviata delle testate Sport Paper e IMinter.