ESCLUSIVA – Beccalossi: “Più bello battere la Juve che il Milan. Inzaghi? Da confermare”

La bandiera interista si racconta ai nostri microfoni e parla del presente e futuro dei nerazzurri

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Beccalossi ospite di IMinter.it

Ospite di Iminter.it, il top player della grande Inter Evaristo Beccalossi. Abbiamo parlato con lui del momento dei nerazzurri, di presente e futuro del club. Dalla corsa scudetto ai ‘nemici’ della Juventus, tanti i temi trattati col ‘Becca’. Di seguito l’intervista completa:

Inter che dalla prima parte del campionato, in cui ha perso molti punti, ad oggi è migliorata molto. Secondo un esperto come te, che cos’è cambiato in questi mesi? Da cosa deriva questo miglioramento?

Gli ultimi due anni sono stati particolari dopo Conte: non è facile per nessun allenatore prendere in mano una squadra che ha appena vinto lo scudetto. Poi c’è stato anche tutto il periodo post Covid, in cui la società è stata brava a fare sacrifici per mantenere l’Inter sempre competitiva. Inzaghi è arrivato in un momento non facile: ha preso in mano una squadra che aveva appena vinto lo scudetto, e nonostante questa difficoltà è stato molto bravo a vincere tre trofei in due anni. L’anno scorso, per la lotta scudetto, i tanti pareggi alla fine sono stati pagati. Penso che Lukaku fosse sicuramente l’ultimo giocatore da vendere, però, post Covid, tutte le squadre hanno avuto difficoltà economiche, ed era necessario fare cessioni importanti. Quest’anno l’Inter sta andando avanti in Coppa Italia, in campionato ha un ottimo secondo posto, prosegue anche in Champions League e ha anche vinto di nuovo la Supercoppa. Purtroppo quest’anno l’Inter ha preso tanti gol, ma siamo sempre secondi e non dimentichiamoci anche che i ragazzi arrivano dai mondiali, è non è mai facile al rientro. Poi bisogna dire che il Napoli sta facendo un percorso straordinario, ma in ogni caso l’Inter sta bene e può lottare contro tutti. Ci sono poi società che stanno peggio. Nel complesso sono soddisfatto dell’Inter, sono contento. Avere 75 mila tifosi presenti allo stadio tutte le domeniche non è certo una cosa da poco, e l’euforia e il costante entusiasmo che dimostrano ad ogni partita è una cosa importantissima per la squadra. Bisogna essere competitivi? Beh, abbiamo vinto tre trofei in due anni! Marotta, Antonello e Ausilio, poi, hanno sempre svolto un ottimo lavoro.

Napoli lanciato a +13 verso lo scudetto. Pensi che l’Inter possa dichiararsi comunque ancora in corsa per il tricolore?

“Speriamo che il Napoli abbia un calo!” dicono tutti, ma chi è dietro poi comunque deve vincerle tutte. In Champions e in Coppa Italia sono convinto che andremo avanti, ma in campionato inseguire il Napoli ora diventa difficile.

A parer tuo, Inzaghi ha fatto un buon lavoro fino ad ora? Giusto che l’Inter continui con lui?

Si, assolutamente. Inzaghi è riuscito a portare a casa dei risultati positivi anche in una situazione difficile. Massimo rispetto per lui. Poi se guardiamo, ad esempio, il Milan, Pioli fino a un mese fa era considerato un top, oggi invece è in discussione e molti addirittura ne chiedono le dimissioni. Io non sono d’accordo con queste cose.

Una volta c’era più attaccamento alla maglia, e tu questo lo sai bene. Come giudichi la situazione che si è creata con Skriniar? Da che parte sta la ragione?

Skriniar ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia, alla società e ai tifosi. Se fosse capitato a una persona qualunque di ricevere un’offerta da un’altra azienda, come quella che ha ricevuto lui dal PSG? Si poteva dire di no? Io non lo condanno, sono tempi diversi e l’ingaggio che gli hanno offerto è molto alto. Io non credo che avesse già firmato quando diceva di voler restare ancora all’Inter. Poi non so da che parte stia la ragione, ma la verità è sempre nel mezzo. Io so bene che lui è legato all’Inter, ma se quello con il PSG fosse per lui l’ultimo contratto importante a livello professionale? Non poteva certo dire di no.

Come vedi l’Inter in ottica Champions, dato che si avvicina la sfida con il Porto? Può andare avanti?

Sono convinto che al momento, se la squadra sta bene, ce la possiamo giocare con tutti, con la speranza di poter avere a disposizione tutti i giocatori e poter contare su ognuno di loro all’evenienza. Adesso non mi fa paura niente, a maggior ragione dopo le prestazioni ad alto livello contro Napoli e Milan e la vittoria della Supercoppa. Sono molto fiducioso.

Cosa pensi dell’operato di Steven Zhang?

Inizialmente è vero che sono stati fatti acquisti sbagliati come, tra tutti, quei 50 milioni spesi per l’acquisto di Joao Mario, ma poi a livello sportivo ha ottenuto dei grandi risultati. In questo momento pesano ancora i postumi della situazione Covid e le società ne hanno risentito. Ci sono sicuramente difficoltà economiche per tutti ed è importante trovare le soluzioni migliori. L’Inter deve continuare così, rimanendo sempre competitiva, perchè è sempre riuscita a rimanere in alto nella classifica, appunto, nonostante tutte le difficoltà. A mio parere, fino ad ora Zhang ha fatto un ottimo lavoro.

Com’è lavorare con i giovani talenti del calcio? E qual è il consiglio che dai più spesso ai tuoi ragazzi?

Abbiamo vinto l’Europeo Under 19 e abbiamo “messo dietro” le squadre più forti del campionato europeo. Da Rovella a Ricci, Tonali… Ho avuto in squadra anche Esposito, Raspadori… E poi ho avuto la fortuna di lavorare con due come Mancini e Vialli, e la grande fortuna di poter lavorare per portare avanti i giovani. Penso che nel calcio serva più fiducia verso i giovani italiani, perchè nel nostro campionato sono più i ragazzi stranieri, ma anche il nostro è un gran bel vivaio. Gli italiani andrebbero valorizzati un po’ di più. Il consiglio che dò sempre ai miei ragazzi? Libertà e fantasia! In partita è importante che abbiano come base ciò che noi gli insegniamo in allenamento, e su quella base devono poi formarsi utilizzando la loro libertà e la loro fantasia. Ci passo molto tempo insieme a loro, e alla fine poi li conosci anche a livello personale. Io punto a insegnare loro cose come, ad esempio, quegli schemi che ultimamente il nuovo calcio ha un po’ perso. Per me è importante spronarli sempre a fare qualcosa in più. In campo bisogna usare il cervello, e quello fa la differenza.

Un occhio alle rivali di sempre: costa sta succedendo, a parer tuo, al Milan? E cosa ne pensi di ciò che sta accadendo in casa Juventus?

Per quanto riguarda la situazione della Juve, bisogna sicuramente mettere delle regole. Non si può valutare un giocatore 10 milioni di euro e poi magari non fa nemmeno carriera! 15 punti tolti e forse altre penalizzazioni in arrivo? Ci pensa la giustizia, decideranno loro.
Il Milan? Fino a un mese fa cantavano tutti “Pioli is on fire” e adesso gli stessi ne chiedono le dimissioni. Ibrahimovic che fine ha fatto? L’anno scorso il gruppo era unito, quest’anno nelle difficoltà il campione dovrebbe dare una mano. Il leader è quello silenzioso, che però aiuta e si fa sentire quando ce n’è bisogno, soprattutto in un momento in cui, non giocando, è poco utile al campo. Il leader è colui che va davanti a tutti e dice “ragazzi, è un momento difficile, ma dobbiamo rialzarci!”. Invece lui dov’è? Anche l’anno scorso ha giocato poco e si è preso i meriti della vittoria dello scudetto.

Ultima domanda, visto che siamo freschi di derby, qual è il più bello che hai giocato?

Vuoi la verità? Il Milan non lo consideravo nemmeno! Ai miei tempi era più sentito battere la Juve, perchè era la squadra più forte, e a me piaceva giocare con le squadre più forti. Ai miei tempi, alla Juve, c’erano giocatori del calibro di Zoff, Scirea, Tardelli, Bettega, Boninsegna… Il Milan mi sarebbe piaciuto batterlo ai tempi di Sacchi, con giocatori come Van Basten, Gullit… Battere la Juve era più bello, il Milan non lo calcolavo nemmeno, con tutto il rispetto per la squadra.

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Giulia Falcone, giornalista sportiva, editorialista ed inviata delle testate Sport Paper e IMinter.