Gosens ci crede: “Inter, resto e mi riscatto. Sto lavorando anche per il Mondiale”

L'esterno pronto a prendersi il posto da titolare

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SIMONE INZAGHI CARICA ROBIN GOSENS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In un’intervista rilasciata a Sport1 a Francoforte, torna a parlare Robin Gosens dal ritiro della Nazionale tedesca. Il terzino dice la sua anche sull’esperienza all’Inter.

Inter, Gosens: “Ho ancora da dare ai colori nerazzurri”

Come ha motivato Hansi Flick la tua convocazione in Nazionale?
“Mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Robin, voglio avere un’idea su di te relativa al ruolo nel mio modulo’. Siamo stati sempre in contatto, anche durante il periodo in cui ero infortunato. Ad Hansi è piaciuto il fatto che ora ho giocato due volte per 90 minuti in Champions League. Sono grato di potermi mettere in mostra in vista del Mondiale”.

Quanto è stato difficile per te mentalmente il momento dell’infortunio?
“È stato mentalmente difficile. All’Europeo ero ancora la “stella nascente’ e il futuro era dalla mia parte, poi è arrivato l’infortunio e all’improvviso ho dovuto ricominciare da zero. David Raum ha fatto un ottimo lavoro in quel periodo, così come Christian Günter. Col senno di poi, però, direi che sono cresciuto dopo quella battuta d’arresto”.

Quanto è stato importante per te il tuo ambiente familiare durante questa fase?
“La mia famiglia è sempre stata la mia garanzia di successo, posso sempre contarci. Quando mi sono infortunato è nato mio figlio. tutto ciò è stato positivo. Noi calciatori viviamo già in una sorta di mondo parallelo e abbiamo bisogno di questo”.

Sei stato i l’eroe ai Campionati Europei dell’anno scorso, pochi mesi dopo è diventato tranquillo intorno a te. Come hai affrontato questi alti e bassi?
“È stato molto difficile da elaborare. Dopo la partita con il Portogallo tutti parlavano di me, è stata come un’esplosione mediatica. I cameraman si sono messi improvvisamente davanti alla casa dei miei genitori nella mia città natale. Mamma e papà mi hanno chiamato e mi hanno chiesto: ‘Cosa dobbiamo fare, dovremmo mandarli via?’. Certo, preferisco il clamore al fatto di non essere notato per nulla. Ma prima devi trovare la tua strada. Guardando indietro, di certo non era giusto che fossi elogiato così tanto a Euro 2020, ma non era nemmeno giusto cancellarmi qualche mese dopo. Le oscillazioni su e giù sono troppo estreme”.

Sei passato dall’Atalanta all’Inter in inverno.
“Sono felice all’Inter, il mio obiettivo è affermarmi in questo grande club. Adesso devo giocare tre, quattro, cinque partite di fila, è quello per cui sto lavorando. Devo anche prendere un ritmo in vista del Mondiale”.

Secondo le nostre informazioni, il Bayer Leverkusen voleva davvero ingaggiarti in estate. 
“Ho parlato con Simon Rolfes (il ds dei tedeschi, ndr) al telefono ed è stato uno scambio aperto e onesto. Gli ho detto che all’Inter non ho finito il lavoro, mi sento molto a mio agio a Milano in questo momento e di certo non ci sono contro la mia volontà. Sono pienamente motivato, ma sono soddisfatto solo quando sono in campo, me lo aspetto da me stesso”.

Quando sei arrivato in nazionale qui a Francoforte, hai sottolineato che realizzerai il tuo sogno di tornare di nuovo in Bundesliga. Da dove viene questa fiducia?
“Ho questa grande volontà di farlo accadere. Credo che in quanto giocatore tedesco che gioca in nazionale e ha esperienza all’estero, in futuro potrò interessare ancora a molti club della Bundesliga. Ho sempre seguito questo campionato sin da quando ero piccolo ed è l’unico che seguo costantemente dall’Italia. Naturalmente, non c’è alcuna garanzia che accadrà, ma vorrei assolutamente che accadesse”.

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