Roby 55: 5+1 curiosità e statistiche sul “Divin Codino”

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Il 18 febbraio 1967 nacque a Caldogno, in provincia di Vicenza, uno dei più grandi calciatori italiani: Roberto Baggio.

In questo articolo andiamo a spolverare alcune curiosità sul Divin Codino, nel giorno del suo 55esimo compleanno. Nella parentesi interista collezionò 59 presenze e 17 gol, ma il suo personaggio fece innamorare non solo la tifoseria nerazzurra ma tutti gli appassionati di calcio.

  1. 220 punti: non sono quelli conquistati in carriera in Serie A, bensì i punti di sutura dopo la rottura del legamento crociato anteriore con interessamento del menisco in seguito ad un fallo francamente evitabile a soli 18 anni, da lì il viaggio con papà Florindo in Francia per l’operazione e un anno di stop dal calcio per la riabilitazione, in questo anno di stop avviene l’avvicinamento al Buddhismo e la lenta trasformazione verso il Baggio che farà impazzire le difese ed affascinare i tifosi di calcio.
  2. Il “Divin Codino”: il soprannome nasce proprio dalla crescita in simbiosi con la religione buddhista della quale all’inizio era restìo e schivo, ma la riabilitazione post-infortunio non fu solo fisica ma soprattutto mentale. Coloro che seguono la religione buddhista sono portati ad avere una capigliatura con il codino e data la sua maestria nel giocare a calcio nasce l’epiteto “Divin Codino”.
  3. Raffaello: Divin Codino non è l’unico soprannome che gli venne affibbiato, anche Raffaello era uno dei suoi soprannomi; il periodo italiano degli anni ’90 è stato un momento nel quale si assegnavano i nomi dei pittori rinascimentali ai calciatori per sottolineare il disegno di calcio fatto di giocate da lasciare senza fiato, come davanti ad un’opera italiana del Rinascimento: Vialli era Michelangelo, Del Piero era Pinturicchio e Roberto Baggio era Raffaello, tutti nomi assegnati dall’avvocato Gianni Agnelli.
  4. La parentesi interista: venne acquistato nella stagione 199899 per 3,5 miliardi di lire dal Bologna, non è stata la sua parentesi migliore dato il periodo dell’Inter dove molti allenatori sederono sulla panchina della beneamata e non videro di buon occhio le condizioni di Baggio, l’apice del suo periodo fu InterReal Madrid in Champions League dove entra nel secondo tempo e segna una doppietta che stende i madrileni e ipoteca il passaggio del turno.
  5. Il successo del rigore fallito: questo ossimoro in realtà conserva parte della storia del calcio italiano, durante la finale mondiale 1994, Baggio sbagliò un rigore che fu decisivo per la vittoria del Brasile, al contrario delle aspettative il vicentino non viene attaccato, bensì la sua parabola del mondiale ’94 venne vista in modo positivo, da far ammirare ai bambini, ed arrivarono delle proposte di spot incentrate su quel rigore sbagliato.

5+1. Impegno nel sociale: Baggio è da sempre stato al centro di iniziative benefiche; è ambasciatore della FAO e venne insignito del Peace Summit Award nel 2010, un premio per «il suo impegno forte e costante alla pace nel mondo e le relative attività internazionali», la commissione per l’assegnazione di tale riconoscimento è presieduta da tutti i Premi Nobel per la Pace.

Con questo ultimo punto vi rimandiamo alla storia di Ivan che merita attenzione per la sua storia molto particolare, fate come ci ha insegnato il “Divin Codino” Roberto Baggio. 

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